Ogni esperienza di Servizio Civile è unica, ma ancora più interessante è confrontare punti
di vista diversi nello stesso progetto. All’interno del progetto Arci Aprile del CavernClub
abbiamo incontrato Noelle, che ha iniziato da appena un mese, e Francesco, che è già a
metà del suo percorso. In questa breve intervista ci raccontano cosa significa per loro
essere operatori volontari.
Alcune domande comuni a entrambi:
Puoi raccontarci brevemente chi sei e in quale progetto stai svolgendo il Servizio
Civile?
«Sono Noelle, ho 26 anni anni, e da un mese ormai sono operatrice volontaria nell’Arci
Aprile al CavernClub di Cosenza, il progetto che è stato avviato è “Attivatori di comunità” e
durerà per un anno».
«Mi chiamo Francesco Papara sto svolgendo servizio civile presso l’ Arci Aprile al
CavernClub e il progetto si chiama “Costruire linguaggi digitali comuni” ».
Cosa ti ha spinto a scegliere il Servizio Civile?
«Ho pensato che dopo anni di studio fosse arrivato il momento di dedicare il mio tempo a
qualcosa di più pratico, dando anche un aiuto concreto a chi ne avesse avuto bisogno».
(Noelle)
«Mi ha spinto la voglia di mettermi in gioco, conoscere nuove sfumature di me stesso in
questo ambiente per me nuovo e di aiutare chi ne ha bisogno». (Francesco)
Com’è stata la tua prima impressione nei primi giorni?
«Molto stimolante. Ho notato e ho percepito tanta voglia di fare e tanta voglia di creare,
che all’interno di un gruppo è fondamentale».(Noelle)
«All’inizio mi sono sentito un po’ spaesato, ma con il tempo le persone che facevano già
parte di questo mondo, che è il servizio civile, mi hanno fatto sentire come se fossi a casa.
Dunque quando sono all’interno di queste mura mi sento bene e a mio agio». (Francesco)
Qual è stato il momento più significativo fino ad ora?
«Un momento significativo che posso raccontare è il Pride. È stata la prima volta che ho
preso parte a questa manifestazione, e partecipare come volontaria del servizio civile mi
ha fatto sentire parte di qualcosa, essere presente lì è stata una scelta volontaria sia come
prima esperienza, che mi ha lasciato molte emozioni positive, sia come persona che ha
potuto dare valore a tutte quelle persone che purtroppo ancora oggi per il loro
orientamento sessuale e di genere vengono prese di mira e non vengono comprese.
Sicuramente se dovesse ripresentarsi l’occasione sarò di nuovo felice di partecipare
attivamente ». (Noelle) «Penso che ogni giorno sia importante e significativo, apprendi tante cose che prima non
sapevi, e il tuo bagaglio culturale cresce di giorno in giorno». (Francesco)
Adesso qualche domanda specifica per Noelle che ha preso parte al servizio civile come
operatrice volontaria da ormai un mese:
Come ti senti adesso rispetto al primo giorno?
« Sono più tranquilla con gli altri colleghi e questo per me è molto fondamentale».
Cosa ti aspetti di imparare da questa esperienza?
«Spero di apprendere quante più lezioni di vita possibili e di crescere molto a livello
personale».
Qualche domanda per Francesco che ha preso parte al servizio civile da ormai sei mesi:
Guardando indietro, come pensi di essere cambiato da quando hai iniziato?
« Penso di essere cresciuto molto in questo periodo per il semplice fatto che sto
imparando a buttarmi nelle situazioni, anche quelle scomode. Per me non è stato molto
facile perché prima avevo molta paura di sbagliare sempre tutto mentre adesso non ci
penso più».
Hai dei consigli da dare a chi, come Noelle, è all’inizio?
« Si, divertitevi e imparate il più possibile perché veramente ne vale la pena».
Per concludere, una domanda per entrambi i giovani:
«Con una parola o una frase: come descriveresti il tuo Servizio Civile finora»?
« Sarà una bella avventura». (Noelle)
« Altalenante ma anche divertente». (Francesco)
L’intervista con Noelle e Francesco ci ricorda che ogni percorso nel Servizio Civile è fatto
di piccoli passi, scoperte quotidiane e relazioni che lasciano il segno. Che si sia appena
iniziato o si sia già a metà strada, ciò che conta davvero è lo spirito con cui si affronta
l’esperienza: curiosità, impegno e voglia di mettersi in gioco. Seguiremo volentieri il loro
cammino nei mesi a venire, certi che avranno ancora tanto da raccontare.
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