In occasione della Giornata mondiale dei diritti umani, che si celebra oggi, è importante ricordare il percorso evolutivo dei diritti e riflettere sui diritti conquistati e per cosa invece c’è ancora molta strada da fare.


Apparentemente si pensa ai diritti umani come un qualcosa di già acquisito, come un qualcosa dato a priori. Se ripercorriamo brevemente la storia ci accorgiamo subito che non è così: infatti la storia dei diritti umani ha una nascita relativamente breve: comincia ad essere elaborata a partire da fine ‘600 grazie soprattutto al giusnaturalismo di J. Locke, il quale afferma l’esistenza di diritti naturali dell’uomo che vanno oltre le leggi dello Stato e che sono il diritto alla vita, alla libertà e alla proprietà privata. Idee che si rafforzano e si diffondono nel ‘700 grazie all’Illuminismo e che fanno nascere due eventi segnanti per la storia dell’uomo: la Guerra d’indipendenza americana nel 1776 e la Rivoluzione francese del 1789. Ma queste rivendicazioni avranno vita breve: con le teorie diffuse dal darwinismo, di lotta per la sopravvivenza delle razze dove solo quelle più forti potevano affermarsi, e con l’istaurarsi nel ‘900 dei totalitarismi che sfociano nella Seconda guerra mondiale con il genocidio degli ebrei, dove viene cancellata moralmente la persona e dove si tocca il baratro dell’umanità. La svolta ufficiale si ottiene con la

Dichiarazione Universale dei diritti umani nel 1948 adottate dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite dove vengono elaborati dei veri e propri articoli che affermano i diritti civili come la condanna della schiavitù, quelli politici che garantiscono la partecipazione alla vita dello Stato come la cittadinanza e il suffragio universale ed infine i diritti sociali come il diritto alla cura medica e all’istruzione.

Dalla dichiarazione universale dei diritti umani sono passati 70 anni, ma ancora oggi molti diritti vengono violati. In alcuni paesi, ancora oggi non è possibile sposare chi si ama perché ancora esistono i matrimoni combinati, ai bambini nei paesi poveri viene negato il diritto all’infanzia e all’istruzione perché struttati sul lavoro, gli innumerevoli diritti che non sono stati concessi alla comunità LGBTQI+ , e quelli che vengono sottratti ai cittadini stranieri. Un esempio che è sotto gli occhi di tutti negli ultimi mesi sono gli sconfortanti cambiamenti che sta vivendo l’Afghanistan, dove alle donne sono stati tolti diritti che in Occidente riteniamo quasi scontati, come l’istruzione (si può andare a scuola solo a determinate condizioni), il praticare sport e il fare determinati lavori. Sotto questo quadro è evidente il lavoro enorme che ancora c’è da fare per valorizzare la dignità umana.

Last modified: 10 Dicembre 2021
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