
Mohamed Amin Bessioud aveva 25 anni. È morto a Cosenza dopo essersi lanciato dal balcone della propria abitazione durante una perquisizione delle forze dell’ordine. Una morte che ha sconvolto un’intera comunità e che oggi vede una madre chiedere con forza una sola cosa: verità.
La storia di Mohamed non può essere ridotta a un fatto di cronaca.
Se una persona vive una profonda sofferenza psicologica, quella sofferenza non può essere trattata come un dettaglio. La salute mentale deve essere riconosciuta, ascoltata e protetta in ogni momento, anche quando intervengono le istituzioni. Per questo riteniamo necessario interrogarsi su quanto accaduto e pretendere che venga fatta piena luce su ogni responsabilità.
Ci uniamo alla richiesta della famiglia affinché la verità emerga fino in fondo. Nessuno dovrebbe essere lasciato solo nel momento della propria maggiore fragilità.
Come ARCI Cosenza esprimiamo la nostra vicinanza alla mamma di Mohamed e a tutta la sua famiglia. Siamo disponibilə a mettere a disposizione le competenze, le reti e le risorse della nostra associazione per offrire supporto umano, psicologico e sociale, qualora lo desiderino.
Una società che etichetta, che stigmatizza e che considera la salute mentale una questione marginale è una società che continua a fallire.
Per Mohamed. Per la sua famiglia. Perché la verità non è un favore: è un diritto.
Last modified: 24 Luglio 2026