Il 20 febbraio si celebra la Giornata Internazionale della giustizia sociale. È una ricorrenza internazionale indetta dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per promuovere la giustizia sociale, il che significa promuovere Diritti umani fondamentali per tutti, indipendentemente da razza, religione, genere o orientamento sessuale. Il messaggio delle Nazioni Unite è che la pace e lo sviluppo si perseguono lavorando per la giustizia sociale e per rimuovere le barriere che le persone sono costrette ad affrontare quotidianamente, tematiche entrate a far parte dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. Ovviamente è finalizzata anche alla distribuzione equa delle risorse economiche per ridurre le disuguaglianze di reddito e ricchezza e la partecipazione civica e politica inclusiva per garantire voce e rappresentanza a tutti. In assenza di pace e sicurezza e del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, tale giustizia sociale non può essere raggiunta. 

La giustizia sociale come la intendiamo oggi è un concetto multidimensionale e processuale, figlio di due grandi fenomeni che hanno caratterizzato il processo di modernizzazione occidentale: la rivoluzione francese e la rivoluzione industriale. La prima con la triade liberté, fraternité, egalité introduce il principio della legittimazione dal basso del potere e pone le basi per i diritti di cittadinanza (civili, politici e sociali) che diventano fondativi di tutte le moderne costituzioni. La seconda, combinando innovazione tecnologica e affermazione del mercato come modalità di produzione e distribuzione di beni e servizi, porta a un’enorme crescita della ricchezza disponibile e delle possibilità di consumo.

Le disuguaglianze sociali si manifestano in vari contesti, inclusi quelli economici, educativi e sanitari. Ad esempio, molte persone affrontano discriminazione nel mercato del lavoro, ricevono cure mediche inferiori a causa della loro situazione economica o hanno accesso limitato all’istruzione. Uno dei fattori di crisi più grave della nostra società riguarda proprio il ruolo delle élites come soggetti in grado di mobilitare la capacità di lavoro dei cittadini, la loro cooperazione e la loro lealtà nei confronti dello stato e della collettività. 

La mancanza di lavoro dignitoso e la paura che l’aspirazione ad una vita migliore venga disattesa causano insoddisfazione e preoccupazione tra le persone e limitano la partecipazione attiva dei giovani alla vita sociale. Queste paure sono acutizzate dai conflitti, dall’instabilità e da movimenti di popolazioni ai quali stiamo assistendo. In queste situazioni, le aspirazioni fondamentali  delle persone sono quelli di trovare una casa, acquisire dignità attraverso il lavoro e  dare sicurezza ai bambini, mandandoli a scuola. Queste disparità possono avere impatti duraturi sul benessere individuale e sulla coesione sociale.
 L’adozione di politiche alternative che possano offrire opportunità di lavoro dignitoso rappresentano la sfida per assicurare una società stabile e prospera. Per questo ci sono leggi volte a proteggere i diritti fondamentali e a ridurre le disuguaglianze; l’implementazione di programmi e politiche mirate a sostenere gruppi svantaggiati e promuovere l’uguaglianza di opportunità;  l’utilizzo delle risorse pubbliche per ridurre le disuguaglianze economiche e sociali.

A riguardo di ciò sono stati presentati vari Programmi di Assistenza Sociale (Interventi per sostenere individui e famiglie in condizioni di disagio economico); Misure di Affermazione Sociale (Iniziative per promuovere l’inclusione e contrastare la discriminazione); Riforme del Lavoro (Leggi e politiche per tutelare i diritti dei lavoratori e garantire condizioni occupazionali dignitose per tutti.). Nel rispetto della giustizia sociale negli anni ’50 e ’60, negli Stati Uniti, furono condotte proteste nonviolente per promuovere l’uguaglianza razziale e il diritto al voto. Seguirono poi ondate femministe che hanno lavorato per rivendicare pari diritti e opportunità per le donne in tutto il mondo. Anche per la giustizia che riguarda noi e l’ambiente vari gruppi e movimenti che si battono per la tutela dell’ambiente e la sostenibilità, riconoscendo la giustizia ambientale come parte integrante della giustizia sociale.

La giustizia sociale continua ad essere un tema centrale nei dibattiti politici e sociali globali. Sono necessarie strategie dinamiche e innovative per affrontare le sfide attuali e future, garantendo che ogni individuo abbia opportunità e dignità in una società equa e inclusiva. È’ tempo che i cittadini e le loro élites scoprano la grandezza e la nobiltà della politica come cura del benessere collettivo, che imparino a valutare le azioni umane, private o pubbliche che siano, non in termini strettamente utilitaristici, ma perseguendo quell’ideale più ampio di “fioritura umana” di cui parlava già Aristotele.

Di Valeria Lavorato

Last modified: 20 Febbraio 2024
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